La Cena al Buio

Introduzione
Partecipare ad una Cena al Buio è un evento che colpisce profondamente l'immaginazione delle persone vedenti. Un atto che nella quotidianità si svolge alla luce del sole e con l'ausilio della vista, nel contesto viene intrapreso a prescindere dall'organo sensoriale principale e gli altri sensi necessariamente devono essere attivati per supplirne la mancanza.
Far vivere a chi vede la quotidianità di una persona non vedente può essere stimolante e sensibilizzare la comunità sulle problematiche che il cieco si trova a fronteggiare ogni giorno.
Il contesto ludico e conviviale delle Cene al Buio rende più facile avvicinare il vedente al mondo non certo rassicurante della cecità.
Si tratta di un incontro organizzato in una sala tenuta rigorosamente al buio, nella quale gli ospiti vengono guidati da personale non vedente per vivere un'esperienza unica, che prima incuriosisce, poi stupisce ed affascina.
L'ambiente della sala, completamente oscurato per l'occasione, favorisce un diverso e più stimolante percorso alla scoperta del cibo e dei sapori, un viaggio nel gusto che vede impegnati tutti gli altri sensi in un gioco di riconoscimenti che riserva non poche sorprese.
Un'occasione per fare anche nuove conoscenze, relazioni interpersonali si intrecciano su basi del tutto diverse, dove l'apparire degli altri lascia inevitabilmente il posto solo all'essere ed al sentire comune.
Chi partecipa alla Cena al Buio, viene accompagnato da personale privo di vista all'interno di una sala completamente oscurata, dove si chiede di spegnere il cellulare e di fare a meno degli orologi da polso con le lancette luminose. Se qualcuno non ce la fa e chiede di uscire basta far presente il disagio e una guida gentile ti accompagna all'esterno della sala. È una delle regole: nessuno usi fonti di luce, ma in caso di difficoltà domandi aiuto.
Per tutta la sera si può contare sulla presenza discreta e rasserenante di camerieri non vedenti che accompagnano gli ospiti, insegnano a riconoscere gli oggetti sulla tavola, danno utili suggerimenti per sentirsi a proprio agio.
Nell'oscurità le barriere razionali cadono, il controllo della vista non può agire: capita così di prendersi per mano con uno sconosciuto, di parlare andando al cuore degli argomenti, senza etichette e formalità.
Si percepiscono in modo diverso gli spazi e si avverte chiaramente la presenza (o l'assenza) dei camerieri vicino a sé, la loro distanza in base al suono della voce. Si affinano le potenzialità degli altri sensi.
Lo scopo dell'iniziativa è ridurre la distanza psicologica tra chi ha perso il bene prezioso della vista e chi non ha, per sua fortuna, questo handicap, sapendo che comunque è un disagio a termine, solo per qualche ora, mentre una persona cieca vive ogni giorno questa situazione.
Dal buio e da un'esperienza di questo tipo, si torna alla luce con una doppia rivelazione: da un lato ci si avvicina alla realtà di chi non può vedere e dall'altro si scopre quanto il nostro mondo ipervisivo ci induca quotidianamente a trascurare gli altri sensi.
Abituati ad un mondo dove l'immagine è tutto, dove il farsi notare è così importante, e poi di colpo il trovarsi ad immergersi in una nebulosa dove non si sa neanche chi è seduto al tavolo vicino. Allora si capisce che esistono altri modi per comunicare. Nel buio, come alla luce, puoi capire che l'essenziale è invisibile agli occhi, un'esperienza illuminante. Quando si arriva a comprendere ciò, si è compreso che non esiste solo la vista. Possiamo non accorgerci di ciò che è ben visibile intorno a noi così come il nostro cervello può vedere senza che noi ce ne rendiamo conto.
Bastano poche frazioni di secondo perché un'immagine entri nel nostro cervello senza che noi ce ne possiamo accorgere, eppure questa immagine può condizionare il nostro pensiero e di conseguenza le nostre azioni. In qualsiasi modo vogliamo metterci in contatto con gli altri e con noi stessi, vi riusciamo bene solo quando lo facciamo con il cuore. Perché conoscere l'altro è prima di tutto il capire che occorre conoscere se stessi; e il buio ti aiuta a farlo.

Caratteristiche del locale per l'organizzazione di un evento al buio
Affinché la Cena o Bar al Buio possa essere allestita in un locale, esso deve presentare poche, essenziali caratteristiche che ne facilitino la realizzazione.


Queste possono essere riassunte nei seguenti punti:


     Il locale deve essere già predisposto alla ristorazione per un certo numero di persone (ad esempio un ristorante o una pizzeria). La capienza della sala deve essere tale da contenere preferibilmente un numero minimo di 40 persone ed un numero massimo di 60. Infatti, da una parte esistono dei costi fissi nell'organizzazione delle Cene al Buio che possono essere ammortizzati solo con una minima partecipazione, dall'altra esistono problematiche organizzative che con numeri elevati di commensali possono inficiare la buona riuscita dell'iniziativa.


     La sala deve essere priva di barriere architettoniche così come il percorso tra la cucina e la sala.
     I tavoli, di qualsiasi forma, devono essere posizionati in modo razionale e distanti tra di loro almeno 170 cm.


    Il locale deve essere inoltre fornito di un'antisala, adiacente alla sala prescelta, da adibire all'accoglienza, all'aperitivo e all'introduzione dei partecipanti alla cena.


     La cucina non deve essere eccessivamente distante dalla sala in cui si svolge l'evento.


     Non deve esserci presenza di gradini, né all'accesso della sala, né nel percorso tra la cucina e la sala.


    Si consiglia di predisporre nella sala, nelle vicinanze della cucina, un tavolo di servizio ove depositare bottiglie, pane e vettovaglie, in modo tale da rendere più agevole il compito ai camerieri.


     Deve esserci la possibilità di creare un'antisala con doppia porta o tendaggio per evitare che filtri luce verso la sala oscurata.


Questi pochi elementi sono sufficienti come criterio di scelta di un locale per la Cena al Buio. Ciò non toglie che si renda necessario, prima di confermare il locale, un sopralluogo da parte del responsabile della Dark Solutions.

L'oscuramento della sala
Naturalmente, nella sala in cui la Cena al Buio si svolge ogni barlume d'illuminazione è bandito. Per questo la sala deve essere perfettamente isolata rispetto all'ingresso del ristorante, alla cucina, ai servizi e ad ogni altro ambiente illuminato adiacente. Ogni fonte di luce deve essere oscurata, per garantire una piena e totale riuscita dell'iniziativa.
Per l'oscuramento del pre-ingresso e dell'ingresso alla sala, della cucina e dei servizi possono essere utilizzati pesanti tendaggi o altro materiale che non faccia filtrare la luce, facendo attenzione a collocarne l'attaccatura al di sopra dello stipite e oltre i lati delle aperture per evitare ogni infiltrazione di luce. Si consiglia di utilizzare per l'oscuramento dei passaggi da un ambiente all'altro due tende fissate ai lati con apertura centrale (ma che da chiuse si sovrappongono) e di altezza di qualche centimetro superiore a quella della porta.
Le finestre devono essere totalmente oscurate: si può utilizzare del telo di plastica oscurante di uso in ambito agricolo (per esempio per la coltura delle fragole).
Attenzione: l'oscuramento deve interessare anche le eventuali indicazioni luminose di uscite di sicurezza o di accesso ai servizi, nonché tutte le eventuali spie accese presenti in sala (display del registratore di cassa, impianto radio, termostati, ecc.).

Apparecchiare la tavola: alcuni accorgimenti
I bicchieri, di due dimensioni diverse (acqua e vino) non dovrebbero essere a calice con stelo lungo per evitare che si rovescino facilmente. Evitare ovviamente i bicchieri di plastica perché sono troppo leggeri e rischiano di rovesciarsi. È ugualmente opportuno che l'acqua non sia contenuta in bottiglie di plastica.
La tavola deve essere apparecchiata nel seguente modo: al centro piatto piano segnaposto con sopra tovagliolo in carta, coltello a destra, forchetta a sinistra, davanti al piatto, posizionata in senso orizzontale, la posata per la frutta o per il dolce; davanti a quest'ultima il pane e i bicchieri. Tovagliolo di stoffa alla destra del piatto segnaposto.

Prenotazione
Si consiglia caldamente di rendere obbligatoria la prenotazione da parte dell'utenza, di modo che ai partecipanti vengano previamente assegnati i posti, facendo attenzione ad una disposizione mirata degli stessi.
Una cosa importante: domandare alla persona in sede di prenotazione se ha eventuali allergie o intolleranze alimentari, affinché si possa segnalare il fatto anticipatamente alla cucina o tenerne conto nella predisposizione del menù.

Il menù
La scelta del menù riveste particolare importanza ed è un fatto abbastanza delicato.
Nel predisporre il menù si tenga presente che i sensi che giocano un ruolo decisivo sono l'olfatto e il gusto: una giusta calibratura dei profumi e dei sapori nelle varie portate è importante e rende la cena più suggestiva.
Importante è che il menù non venga svelato in modo da lasciare che siano i commensali ad individuare le pietanze servite, generando un gioco di domande e risposte che si chiuderà al termine della cena quando verrà rivelato, anche visivamente con la presentazione dei piatti serviti all'uscita della sala oscurata.

Al termine della serata si consiglia agli ospiti di intrattenersi ancora per un po' per poter conoscere alla luce i camerieri, scambiarsi opinioni e confrontarsi sulla serata magari mentre si consuma un caffè o l'amaro.
 

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